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Zelensky ha indossato un completo? Come Polymarket decide che cosa è vero

Una scommessa da oltre duecento milioni chiedeva se Zelensky avesse indossato un completo. Le testate dicevano di sì, Polymarket ha pagato il no

Charlie
Tech e AI
Zelensky ha indossato un completo? Come Polymarket decide che cosa è vero

L’8 luglio 2025 un oracolo ha stabilito che Volodymyr Zelensky non aveva indossato un completo. Due settimane prima, il presidente ucraino si era presentato al vertice NATO dell’Aia con una giacca nera, una camicia e pantaloni coordinati. Diverse testate avevano definito quell’insieme un completo. Su Polymarket, però, il mercato «Will Zelenskyy wear a suit before July?» è stato risolto con un «no».

Il mercato ha generato 242,2 milioni di dollari di volume. La cifra somma tutte le compravendite delle quote, che possono passare più volte da un utente all’altro, e non corrisponde quindi al denaro effettivamente messo in gioco. Rimane una quantità notevole di attività finanziaria per una disputa semantica sul guardaroba di un presidente.

Polymarket è un mercato predittivo fondato nel 2020 da Shayne Coplan. Gli utenti comprano e vendono quote legate a eventi futuri: elezioni, dati economici, guerre, premi cinematografici, matrimoni, vestiti. Una quota «sì» scambiata a 60 centesimi viene letta come una probabilità implicita del 60 per cento. Se l’evento si verifica, alla risoluzione vale un dollaro; altrimenti vale zero. Gli scambi avvengono sulla blockchain Polygon.

La piattaforma è diventata famosa durante le presidenziali americane del 2024. Da allora le sue percentuali compaiono negli articoli, nei programmi televisivi e sui social come una specie di sondaggio continuo. L’argomento a favore dei mercati predittivi è semplice: chi rischia denaro ha un incentivo a rivelare ciò che pensa davvero.

Per un lettore italiano c’è un paradosso aggiuntivo. Le percentuali di Polymarket circolano sui media, ma la piattaforma è di nuovo inaccessibile attraverso molte connessioni italiane. Il 10 luglio 2026 l’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha reinserito polymarket.com nell’elenco dei siti di gioco soggetti a inibizione. I fornitori di connettività devono bloccare il dominio e reindirizzare gli utenti verso la pagina che segnala l’assenza delle autorizzazioni necessarie per raccogliere gioco in Italia.

Screenshot di Pollymarket

Non è la prima volta. L’ADM aveva già inserito Polymarket nella lista nell’ottobre 2025, ma il 15 dicembre aveva ordinato il ripristino della connessione. Nei mesi successivi gli utenti italiani potevano consultare i mercati senza comprare o vendere quote, come continua a indicare la pagina di supporto della piattaforma. Il nuovo provvedimento ha esteso il blocco anche alla semplice consultazione.

L’ADM considera Polymarket un operatore di gioco privo della concessione italiana. La società si presenta invece come un mercato dell’informazione, capace di aggregare le aspettative di persone disposte a rischiare denaro. La differenza tra queste due definizioni decide chi può accedere alla piattaforma. Rimane però un’altra domanda, interna al suo funzionamento: quando l’evento è finito, chi stabilisce che cosa è successo?

Il prezzo riguarda il futuro. Alla fine qualcuno deve classificare il passato.

Polymarket affida questo compito all’Optimistic Oracle di UMA. Quando un evento si conclude, un utente propone un risultato e deposita una cauzione. Se nessuno lo contesta entro il periodo previsto, il risultato viene accettato. Se nasce una disputa, il caso può arrivare al meccanismo di verifica di UMA, dove i possessori del token votano quale risultato debba essere considerato corretto.

Il peso di ogni voto dipende dal numero di token UMA messi in stake direttamente o attraverso delegati. Chi si allinea all’esito finale riceve una ricompensa; chi vota con la minoranza può subire una penalità. Il sistema presume che la risposta vera sia anche quella sulla quale conviene coordinarsi.

Nel caso di Zelensky, le regole indicavano come fonte di risoluzione un «consenso delle fonti giornalistiche credibili». Il problema non riguardava soltanto la definizione sartoriale di completo. Bisognava stabilire quante testate, con quali parole e con quale autorevolezza, costituissero un consenso. La prima proposta, «sì», è stata contestata. Anche la proposta successiva, «no», è stata contestata. Il voto finale ha scelto «no».

L’oracolo non ha verificato direttamente se Zelensky avesse indossato un completo. Ha interpretato una regola che rimandava a un insieme di articoli, immagini e definizioni contrastanti. L’ambiguità del fatto è diventata una risposta binaria, necessaria per pagare chi aveva comprato la quota vincente.

Ho costruito infrastrutture di machine learning per tre anni. La parte fragile di ogni sistema è sempre la stessa: il momento in cui un segnale continuo deve diventare un’etichetta. Sì o no, vero o falso, completo o giacca. È lì che entrano le definizioni, le soglie e il giudizio umano. Su Polymarket, quell’etichetta decide anche chi riceve il denaro.

Il voto di UMA è molto meno disperso di quanto suggerisca la parola «decentralizzato». Un’analisi del Wall Street Journal pubblicata nel maggio 2026 ha rilevato che, nella maggior parte delle dispute esaminate, più della metà dei voti era concentrata nei dieci portafogli maggiori. Almeno il 60 per cento dei votanti attivi era collegabile a conti Polymarket. In più di trecento dispute, quasi una su cinque nel periodo analizzato, almeno un votante aveva una posizione finanziaria nel mercato che stava contribuendo a risolvere.

Chi decide quale risposta sia corretta può quindi avere già scommesso su quella risposta. Il sistema lo consente: un trader può comprare una quota, partecipare alla decisione che ne determina il valore finale e ricevere una ricompensa per essersi schierato con la maggioranza.

Polymarket sostiene che soltanto una piccola parte dei suoi contratti arrivi fino al voto di UMA e che il sistema distribuisca il potere di risoluzione attraverso un processo trasparente. Il fondatore Shayne Coplan ha comunque definito «disordinato» il meccanismo delle dispute e ha annunciato miglioramenti. UMA afferma di non avere trovato prove credibili di manipolazione.

UMA non rappresenta neppure l’ultimo livello possibile. In rare occasioni Polymarket ha annullato le sue decisioni. È successo con un mercato sul presunto coinvolgimento di Barron Trump in un progetto di criptovaluta: dopo il verdetto di UMA, la piattaforma ha dichiarato che la risoluzione era sbagliata e ha rimborsato una parte degli utenti. Le regole vengono scritte da Polymarket, l’oracolo le interpreta e Polymarket conserva un potere eccezionale di intervento.

A questa catena si aggiungono le autorità nazionali. Nel gennaio 2022 la CFTC americana ha multato Polymarket per 1,4 milioni di dollari per avere offerto contratti binari senza la registrazione richiesta. Ha inoltre imposto alla società di chiudere i mercati non conformi e di cessare le violazioni contestate.

Nel 2025 Polymarket ha acquistato per 112 milioni di dollari QCEX, un exchange e una clearing house già autorizzati dalla CFTC. QCX opera ora con il nome Polymarket US. Nell’ottobre dello stesso anno Intercontinental Exchange, la società che controlla la Borsa di New York, ha annunciato un investimento fino a due miliardi di dollari nella piattaforma.

Negli Stati Uniti Polymarket è entrata nell’infrastruttura finanziaria regolamentata. In Italia è stata oscurata come sito di gioco non autorizzato. In entrambi i paesi, le sue percentuali continuano a essere presentate come misure della realtà.

Una quota di Polymarket dice quanto alcuni partecipanti prezzano un esito sotto determinate regole. L’esito che trasforma quella quota in denaro dipende da una seconda infrastruttura: formulazioni contrattuali, cauzioni, contestazioni, token, grandi portafogli e, in casi eccezionali, l’intervento della piattaforma.

La prossima volta che una percentuale di Polymarket viene mostrata come un fatto sul mondo, conviene chiedere anche chi ha scritto la domanda, chi risolverà il mercato e chi può permettersi di contestare la risposta.

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Charlie
Tech e AI

Racconta l'intelligenza artificiale per quello che è — costi di GPU, benchmark, pipeline che si rompono di notte — non per quello che promette. Ha costruito infrastruttura ML prima di raccontarla, e scrive di quello che succede tra il paper e il deploy.

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