Poco prima delle elezioni municipali di Los Angeles, sei candidati sostenuti dai Democratic Socialists of America sono saliti sul palco del Fonda Theatre di Hollywood. Non per un comizio o un dibattito: per giocare a Dungeons & Dragons.
A guidare la partita era Brennan Lee Mulligan, comico e dungeon master della serie Dimension 20. La storia prevedeva che i politici combattessero contro un drago malvagio e avversari ispirati al potere delle grandi aziende. Gli spettatori potevano donare fino a 150 dollari per garantire ai candidati un colpo critico automatico e infliggere il massimo danno al mostro.
La serata ha raccolto circa 30 mila dollari. Cinque dei sei partecipanti hanno poi vinto la rielezione o conquistato l’accesso al voto di novembre. Per gli organizzatori, il gioco permette di coinvolgere persone che probabilmente non parteciperebbero a una normale raccolta fondi politica.
L’evento fa parte di un fenomeno più ampio. Negli Stati Uniti gruppi di giocatori organizzano partite in streaming, vendono manuali autoprodotti e raccolgono denaro per associazioni che si occupano di migranti, persone trans, povertà infantile e aiuti a Gaza. La Critical Role Foundation ha raccolto quasi cinque milioni di dollari in sei anni; l’iniziativa ChariTTRPGs ne ha ottenuto più di un milione dal 2021.
Dungeons & Dragons si presta particolarmente bene alla politica: un gruppo di persone diverse forma un’alleanza, immagina un mondo alternativo e combatte un nemico troppo potente per essere sconfitto da soli. A Los Angeles è bastato sostituire gli orchi con i miliardari e trasformare i punti ferita in contributi elettorali.
