Nostalgia
Il passato non ci manca e basta: si vende, ci si gioca, ci si fa campagna elettorale. Qui dentro interessa che cosa ne facciamo.
Il passato non ci manca e basta: si vende, ci si gioca, ci si fa campagna elettorale. Qui dentro interessa che cosa ne facciamo.
L’algoritmo mi rivende l’infanzia: le merendine, i Righeira, i gelati fuori produzione. E funziona. Ma il ricordo che rivoglio è un’estate sola: la Fiat 127 amaranto da Torino a Catanzaro, senza aria condizionata e senza cinture.
Un bagno a Capo Vaticano, il voto all’AfD in Sassonia-Anhalt e i cetriolini sott’aceto di Good Bye, Lenin!. Fra i nostalgici della DDR ci sono molti nati dopo il muro: per attirarli, il passato va continuamente riarredato.
Quando il profilo era un autoritratto di gusti e ossessioni, e una canzone in autoplay poteva farti incontrare il tuo futuro marito
So a memoria il jingle di un mobilificio di Nichelino e mi vergogno poco. Lego, remake e ristampe hanno per bersaglio i quarantanovenni come me. Poi mostro Indiana Jones e Brian di Nazareth ai miei studenti, e loro sbadigliano.
Una fotografia di Morris Engel del 1947 riporta Maurizio Fiorino in una New York che ha conosciuto solo per immagini. Da Vito Teti a Susan Sontag, da Nan Goldin a Hervé Guibert: come una stampa finisce per contenere anche ricordi arrivati molto dopo lo scatto.
Una clip di Beautiful nel feed, Stephanie che prende a sberle Brooke. Paolo Furia risale da Sentieri a Plauto e arriva al Grande Fratello: i tipi fissi sono gli stessi, ma il trash delle soap si guardava sapendo che era finzione.
I ricordi degli anni Novanta mi lasciano indifferente. Poi penso al 2019, ai brunch con C. e ai programmi stupidi che facevamo, quando davo per scontato di avere tempo
Alla decima visione sappiamo già quando Richard Gere farà scattare il coperchio dell’astuccio, e il bello è aspettarlo. Con le canzoni ci sembra normale; a un film chiediamo invece che la replica ci insegni qualcosa. D. A. Miller, che da ragazzo riguardò Il delitto perfetto fino a impararne i dialoghi, racconta un piacere diverso.
Una scena etichettata «Contenuti IA», una cartella riconosciuta nei commenti, ragazzi artificiali che rimpiangono la vita senza schermi. Come un passato costruito diventa un ricordo da condividere.
Una canzone scoperta quasi quarant’anni dopo, una fotografia appena scattata che sembra già un ricordo. Dai filtri ai prompt, il passato diventa un’estetica da abitare.
Un prototipo di realtà estesa costruisce il nostro doppio infantile da una fotografia. Chi lo prova gli parla, poi riceve il conforto appena offerto.
La Casa Bianca riprende Snake per far catturare migranti. Il gioco simile a Tetris è già sparito: resta l’idea di associare un ricordo piacevole alla politica del confine.
I telefoni della collezione L'Amour si aprivano ruotando, facevano a meno della tastiera, avevano la custodia foderata di velluto. Daria li guarda nell'archivio Nokia di Aalto e riconosce il desiderio che le manca davvero.
L’archivio degli scarpini mette insieme ricordi e preferenze. Fra una Predator rieditata e un cuore sotto la foto, il gusto calcistico assomiglia molto al piacere di vestirsi.
Chi difende la propria canzone ha buone ragioni da offrire, anche a chi è arrivato dopo.