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A New York si è tenuto un festival luddista organizzato senza social network

Il Summer of Ludd ha riunito persone che vogliono ridurre la dipendenza da Big Tech attraverso incontri, manifesti, hotline, calendari indipendenti e attività offline

A New York si è tenuto un festival luddista organizzato senza social network

Per sapere dove e quando si svolgevano gli eventi del Summer of Ludd bisognava trovare uno dei libretti distribuiti nei negozi di New York, leggere un manifesto oppure chiamare un numero di telefono. Gli organizzatori avevano anche una newsletter e un calendario online, ma hanno evitato i social network: promuovere un festival contro Big Tech affidandosi agli algoritmi di Meta avrebbe richiesto troppe spiegazioni.

Il festival si è tenuto dal 28 giugno al 5 luglio, soprattutto nell’East Village e a Tompkins Square Park. Il programma comprendeva proiezioni in 16 millimetri, laboratori per riparare i vestiti, lezioni sulle radio a onde corte e incontri su intelligenza artificiale, sorveglianza e data center. C’era anche un corso per imparare a flirtare senza usare le app di incontri.

All’apertura si sono riunite centinaia di persone davanti a Gowanus, un grande pupazzo costruito con materiali recuperati dalla spazzatura. Era il portavoce ufficiale del festival e permetteva agli organizzatori di restare anonimi, seguendo la tradizione dei luddisti inglesi dell’Ottocento, che firmavano i loro proclami con il nome immaginario di Ned Ludd.

Le regole prevedevano niente telefoni, fotografie o registrazioni. In una «scatola delle prove» i partecipanti potevano lasciare testimonianze sui danni prodotti dalle aziende tecnologiche nelle loro vite: solitudine, dipendenza dai social, sorveglianza e uso dell’intelligenza artificiale sul lavoro.

Il bersaglio non erano gli smartphone in sé, ma il fatto che sempre più attività sociali passino attraverso poche piattaforme. Per questo alcuni incontri erano dedicati alle alternative: newsletter, feed RSS, calendari indipendenti, radio e reti locali. Secondo gli organizzatori, disinstallare Instagram serve a poco se per conoscere persone, trovare eventi e organizzare una comunità bisogna comunque tornarci.

Senza chat di gruppo e localizzazione in tempo reale, organizzare il festival è stato più complicato. Gli intervistati da Wired rispondevano lentamente alle email e la produzione del podcast ha dovuto mandare una persona direttamente al parco per rintracciarli. Quello che normalmente sarebbe sembrato un problema logistico faceva parte dell’esperimento: costruire una comunità senza delegarne il funzionamento a una piattaforma.

Il Summer of Ludd ha attirato soprattutto giovani cresciuti con gli smartphone, interessati a forme di socialità meno efficienti e meno misurabili. Anche loro, però, hanno avuto bisogno di giornali, podcast e pagine web per farsi conoscere. Perfino i luddisti contemporanei devono usare internet per incontrare le persone che vorrebbero convincere a usarlo meno.

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