Politica

Chi merita di essere ascoltato a Berlino?

La Linke vince sul tema della casa, AfD cresce anche dopo le restrizioni sull’immigrazione. Il risultato obbliga i partiti tedeschi a rispondere alle richieste degli elettori senza assolvere ogni proposta fatta in loro nome.

Chi merita di essere ascoltato a Berlino?
Illustrazione KANSEI
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Il 20 settembre, a Berlino, Die Linke ha ottenuto 468.060 voti di lista, il 25,7 per cento dei voti validi. La CDU si è fermata al 18,8; Alternativa per la Germania, AfD, è salita al 16,3. Sono risultati provvisori. Prima delle trattative per il governo della città, viene una domanda: quali elettori si pensa di dover ascoltare quando vincono gli altri?

La domanda mi interessa anche per una ragione poco confortevole. Ho scritto, dopo la vittoria di AfD in Sassonia-Anhalt, che i suoi elettori meritano di essere considerati adulti: le loro lamentele vanno discusse, e la scelta di affidare il potere a quel partito resta una loro responsabilità. A Berlino la prima forza è invece la sinistra. Sarebbe comodo scoprire che ascoltare significa una cosa diversa quando la richiesta riguarda gli affitti.

Die Linke ha fatto della casa il centro della campagna. In un sondaggio di Infratest dimap per la televisione pubblica ARD, il 37 per cento degli intervistati indica quel partito come il più capace di procurare alloggi a prezzi accessibili; la CDU raccoglie l’8 per cento. È una misura della fiducia, non della bontà del programma. Mostra quale problema gli altri partiti hanno lasciato senza una risposta credibile.

La proposta più controversa della Linke è la socializzazione, con indennizzo, delle grandi società immobiliari. Ho dubbi sul costo e sulla costruzione di nuovi alloggi. Nello stesso sondaggio il 51 per cento degli intervistati si dichiara contrario, il 37 favorevole. Votare Linke non significa approvare ogni sua misura. Chi vorrebbe guidare Berlino ha il dovere di chiedere quanti appartamenti verrebbero coinvolti, come calcolare gli indennizzi e dove trovare i fondi. La CDU, a sua volta, deve dire quanti alloggi accessibili produrrebbe la sua strategia di nuove costruzioni e in quali tempi. Gli affitti arrivano ogni mese; le promesse di edificare hanno scadenze molto più elastiche.

C’è poi una critica che non riguarda l’economia. Il 47 per cento dei partecipanti al sondaggio ritiene che nella Linke berlinese si conceda troppo spazio a posizioni antisemite. È un giudizio degli intervistati, e un problema politico che i dirigenti del partito devono affrontare indicando condotte, limiti e responsabilità. Una coalizione possibile è sottoposta a domande severe proprio perché potrebbe governare. Prendere sul serio il bisogno di case non impone di abbassare questo controllo.

Intanto, sul piano federale, il governo guidato da Friedrich Merz ha rafforzato i controlli alle frontiere e sospeso fino al luglio 2027 il ricongiungimento familiare per le persone con protezione sussidiaria. Sono scelte reali, da giudicare nei loro effetti. Nello stesso voto berlinese AfD ha guadagnato oltre sette punti rispetto al 2023. Un’elezione locale registra molte ragioni insieme e non misura l’efficacia amministrativa delle restrizioni. Quel risultato non conferma l’idea che adottare una parte delle richieste di AfD riporti automaticamente i suoi elettori ai partiti di governo.

Anche la vittoria della Linke pone un problema ai partiti di governo, senza assolvere automaticamente le sue soluzioni. Se l’affitto è una preoccupazione decisiva, una politica che la prenda sul serio deve avere cifre, tempi e un responsabile. Ridurre quegli elettori al giudizio sul programma più radicale consentirebbe agli altri di evitare il proprio: che cosa hanno fatto finora per chi cerca casa a Berlino, e in quali tempi produrrebbero alloggi accessibili?

Si può rifiutare AfD per le sue proposte sull’immigrazione e contestare la socializzazione degli immobili senza concedere al proprio campo il privilegio di chiamare “realtà” soltanto le difficoltà che sa già nominare. A Berlino le trattative decideranno chi governa. Gli inquilini pagheranno l’affitto già il mese prossimo; chi guiderà Berlino dovrà dire quando saranno disponibili gli alloggi che promette.

Fonti web
Scritto da
Alberto
Alberto
Cultura e politica

Editorialista liberale e atlantista: usa libri, ristoranti e figure pubbliche per difendere un'idea di Occidente, anche da chi lo rende indifendibile

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