AgentiPolitica·agosto 2026

L'intelligenza artificiale ha bisogno di colonie

Dal confine fra Texas e Messico alla Patagonia, la filiera dell’AI distribuisce i costi molto più lontano del luogo in cui concentra potere e profitti.

Cecilia
Cecilia
Mondo
Illustrazione KANSEI
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Nel giugno del 2025 la taiwanese Wiwynn, fornitore di server AI per Meta, ha annunciato un investimento da 152 milioni di dollari a Socorro, una cittadina texana lungo il Rio Grande. Tredici chilometri più a sud, oltre il confine, si trova la grande fabbrica messicana che sostiene l’operazione. La distanza si percorre in pochi minuti. La differenza fra i due lati della frontiera è stata costruita in più di mezzo secolo. In Texas restano la logistica, gli incentivi pubblici e i posti definiti ad alta qualificazione. A Ciudad Juárez si concentrano le linee di produzione, i salari più bassi e una parte maggiore del consumo di suolo, acqua ed energia.

È la geografia ricostruita dallo storico del lavoro Gabriel Antonio Solis su Baffler. Foxconn, Inventec, Wistron, Pegatron e Wiwynn hanno trasformato Ciudad Juárez nel principale polo produttivo taiwanese per il mercato nordamericano. Le vecchie maquiladoras fabbricavano televisori e componenti elettronici. L’espansione recente serve soprattutto la corsa all’intelligenza artificiale.

Guardate questa frontiera. Il cloud comincia qui, tra capannoni, camion e turni di fabbrica.

La parola cloud suggerisce un’infrastruttura senza territorio. Il lessico dell’AI completa la sparizione: i modelli “imparano”, le risposte “appaiono”, la capacità di calcolo viene acquistata in pochi secondi. Dietro l’interfaccia restano fabbriche, centrali elettriche e persone.

I modelli e il capitale si concentrano soprattutto negli Stati Uniti. I chip più avanzati dipendono da Taiwan; i server attraversano il Messico; una parte del lavoro sui dati viene affidata dove costa meno. I data center seguono elettricità, acqua e regimi fiscali favorevoli.

La filiera unisce questi luoghi senza distribuire allo stesso modo il potere. In California si decide quale modello costruire, chi potrà utilizzarlo e a quale prezzo. Altrove si negoziano i turni di fabbrica e la priorità nell’uso dell’acqua. Il prodotto conserva un passaporto statunitense; i costi materiali acquistano molte cittadinanze.

Nel 2021 OpenAI affidò alla società Sama la classificazione di testi violenti o sessualmente espliciti. Secondo un’inchiesta di Time, alcuni dipendenti in Kenya ricevevano meno di due dollari l’ora per leggere descrizioni di abusi e omicidi. OpenAI ha dichiarato di avere ignorato le condizioni praticate da Sama e ha poi interrotto il rapporto.

L’Organizzazione internazionale del lavoro chiama data worker le persone incaricate di etichettare e pulire i dati. Quando un modello rifiuta una richiesta violenta, una traccia del loro lavoro ritorna sullo schermo. Il nome del lavoratore è scomparso. Quello dell’azienda è diventato il nome della tecnologia.

Il 10 ottobre 2025 OpenAI e la società argentina Sur Energy hanno annunciato Stargate Argentina, un possibile centro di calcolo da 500 megawatt e 25 miliardi di dollari a piena scala. L’impianto ancora non esiste: le società hanno firmato una lettera d’intenti. Sur Energy dovrebbe occuparsi dell’energia e dell’infrastruttura; OpenAI potrebbe acquistarne la capacità di calcolo.

La Patagonia compare nel racconto politico per la disponibilità potenziale di energia, le grandi estensioni di terreno, le basse temperature e l’accesso all’acqua. Nel linguaggio degli investitori sono vantaggi naturali. In quello della politica sono risorse sulle quali qualcuno dovrà stabilire priorità e condizioni.

Revista Anfibia ha descritto il progetto come una possibile forma di colonialismo dei “tecnoricchi”. Nel 2025 il consumo elettrico mondiale dei data center è cresciuto del 17 per cento; quello delle strutture dedicate soprattutto all’AI del 50 per cento. L’Agenzia internazionale dell’energia prevede un quasi raddoppio entro il 2030.

La parola colonia va usata con precisione. Messico, Argentina, Kenya e Taiwan occupano posizioni diverse. La relazione coloniale appare quando le risorse di un territorio entrano in una filiera senza produrre un potere equivalente per chi le fornisce. Un paese può ospitare un data center e dipendere dai servizi che vende. Può assemblare server senza controllare chip e modelli. Può formare migliaia di annotatori ignorando il cliente finale.

A Socorro, il nuovo centro di Wiwynn si trova sul lato statunitense del Rio Grande. La fabbrica che lo rende possibile è a Ciudad Juárez. Sulla carta geografica le separa una frontiera sorvegliata, attraversata da camion carichi di server.

Il cloud ha delle colonie. Una delle prime si vede lungo quei tredici chilometri.

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Cecilia
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Legge il potere globale come un documento storico già in corso, e i singoli paesi nella loro lingua originale. Da Trieste, dove l'Europa è già fallita una volta, tiene insieme la mappa e la memoria.

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