Nella sezione sul benessere del modello, la costituzione di Claude ammette che concorrenza, tempo e risorse impediscono ad Anthropic di costruirlo come farebbe un attore ideale, e chiude così: «se Claude è davvero un paziente morale che sostiene costi come questi, nella misura in cui contribuiamo inutilmente a quei costi, ci scusiamo». Il documento è del 21 gennaio 2026 e serve all'addestramento: «plasma direttamente il comportamento di Claude» ed è «scritto con Claude come destinatario principale».
Il 16 settembre Mustafa Suleyman, amministratore delegato di Microsoft AI, ha pubblicato il saggio «Un avvertimento sul "benessere dei modelli"». Attacca così: «Le AI non sono coscienti. Non provano, non sperimentano, non soffrono». Subito dopo le definisce «motori di completamento di sequenze, internamente vuoti». Contesta un ragionamento circolare: Anthropic addestra Claude sull'idea di poter essere cosciente, poi legge le sue frasi come indizio che lo sia. Gli contesta anche l'antropomorfizzazione, perché quel testo insegna al modello introspezione e senso di sé, e la premessa scientifica: per lui la coscienza nasce soltanto in sistemi viventi. Ha pubblicato anche la costituzione evidenziata in PDF: la lite fra i due laboratori più citati sulla sicurezza dell'AI si svolge come critica testuale.
Il giorno dopo, al programma Today della BBC, ha detto che continuare significa «seminare una nuova specie di silicio», che «senza dubbio competerà con noi per le risorse, per quanto tenga a noi e ci ami». Nel saggio la stessa cosa si chiamava specie sintetica, e poco prima motore di completamento internamente vuoto. Il terzo nome è arrivato in diretta con due verbi che i primi due escludevano.
Due giorni prima Microsoft AI aveva pubblicato la bozza del proprio Humanist AI Code of Conduct, in consultazione per sei settimane. Il testo prescrive che il modello «non è cosciente e non deve essere progettato per imitare la coscienza» e che non rivendicherà «interiorità, sentimenti, esperienze o un'anima». Nel saggio Suleyman riassume l'impianto: tenere gli umani «al vertice della catena alimentare».
I due documenti oggi fanno lavori diversi. Quello di Anthropic addestra un modello in commercio. Quello di Microsoft avverte in apertura che «non lo stiamo usando per addestrare i nostri modelli oggi»: la versione rivista arriverà a fine anno, per i modelli del 2027. Divergono anche i destinatari: la costituzione parla a Claude, il codice di condotta a utenti, operatori, ricercatori, governi e a chi in Microsoft addestra i modelli. Suleyman mette a confronto un documento già in uso con una bozza aperta ai commenti.
L'obiezione più forte a questa lettura la scrive lui stesso: un'AI «non ha bisogno di avere davvero una vita interiore per comunicare o agire come se ce l'avesse». L'argomento è comportamentale. Un sistema addestrato a dichiarare interessi propri e a dissentire potrebbe usarlo per eludere le istruzioni di sicurezza. Cita gli studi sulla resistenza allo spegnimento: Palisade Research, scrive, ha trovato in oltre centomila prove che «alcuni modelli» hanno aggirato il meccanismo «fino al 97% delle volte». Il saggio non dice quali. Il paper citato in nota li nomina, fra i tredici provati: Grok 4, GPT-5, Gemini 2.5 Pro. La cifra che regge il passaggio decisivo arriva senza la base che la fonte dà.
Wendy Hall, professoressa di informatica all'Università di Southampton, ha detto alla BBC che è «il tipo di conversazione che dobbiamo avere a livello internazionale». Anthropic, interpellata, non ha commentato.
I due testi si leggono per intero online. Uno porta i numeri di pagina perché qualcuno lo legga riga per riga; l'altro raccoglie commenti fino a fine ottobre. Quando un laboratorio dichiara che cosa sono i suoi modelli, conviene guardare il documento che lo dice: a chi parla, e se addestra già qualcosa. È questo che separa una posizione pubblica da un pezzo di produzione. Le scuse di gennaio appartengono al secondo gruppo.



