Società

Perché nelle confraternite americane il nonnismo sopravvive ai divieti

La confraternita di Madison dove la polizia ha trovato una trentina di aspiranti coperti di cibo era stata espulsa dall'università nel 2015, e ha continuato a funzionare. Che cosa sono queste associazioni e perché chi subisce il nonnismo spesso lo difende.

Foto: Madison Police Department
Foto: Madison Police Department
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La sera di mercoledì 23 settembre la polizia di Madison, in Wisconsin, è entrata nel seminterrato della confraternita universitaria Alpha Epsilon Pi dopo una segnalazione anonima. C'erano circa trenta ragazzi seminudi, in gran parte diciottenni, coperti di cibo e salse. Secondo la polizia, diversi avevano segni compatibili con percosse. Presidente e vicepresidente della confraternita, due ventenni, sono stati arrestati per nonnismo e disturbo dell'ordine pubblico; venerdì mattina la procura non aveva ancora formalizzato le accuse.

Le confraternite sono associazioni studentesche delle università americane, con nomi di lettere greche. Chi viene accettato diventa un pledge, un aspirante: per uno o due mesi obbedisce ai membri anziani, in cambio della promessa di una fratellanza a vita, come racconta la storica Ute Frevert in The Politics of Humiliation. La prova per entrare può comprendere alcol imposto, umiliazioni e, nei casi peggiori, percosse. In inglese si chiama hazing. In italiano si dice nonnismo, una parola nata sui giornali per le caserme della leva, dove i «nonni», i soldati vicini al congedo, pretendevano privilegi e punivano le reclute con scherzi anche crudeli.

La sede di Madison funzionava senza l'università. L'ateneo l'aveva sospesa nel 2013 per violazioni legate all'alcol e l'aveva espulsa nel 2015. Secondo l'ateneo, il riconoscimento dell'organizzazione nazionale le basta per operare legalmente, e l'università può punire solo i singoli studenti. Venerdì l'organizzazione nazionale ha sospeso le attività della sede.

Nel 2008 Elizabeth Allan e Mary Madden hanno interrogato 11.482 studenti di 53 università. Il loro studio considera nonnismo ogni attività richiesta per entrare o restare in un gruppo che umilia, maltratta o mette in pericolo, anche se la persona accetta. Fra i membri delle confraternite sociali e delle sorority, la versione femminile, il 73 per cento ne aveva subita almeno una.

Molti di quelli che lo subiscono lo difendono. Nel 1959 gli psicologi Elliot Aronson e Judson Mills sottoposero alcune studentesse a una prova imbarazzante per entrare in un gruppo di discussione, preparato per essere noioso. Chi aveva superato la prova più dura lo giudicò più interessante. Lo psicologo Robert Cialdini, in Le armi della persuasione, ne ricava che diamo più valore a ciò che ci è costato dolore. Nelle interviste dello studio del 2008 molti studenti giustificavano il nonnismo perché unirebbe il gruppo. Nove su dieci fra chi aveva subito almeno una di queste pratiche non la consideravano nonnismo, e fra chi la riconosceva il 95 per cento non l'aveva segnalata all'università.

Le confraternite vietano il nonnismo nei regolamenti; secondo Frevert, le pratiche sono passate nella clandestinità. Nel febbraio 2017 Timothy Piazza, 19 anni, cadde dalle scale della confraternita Beta Theta Pi, all'università Penn State, durante una serata di bevute per gli aspiranti. Secondo il gran giurì, un nuovo membro che chiedeva di portarlo in ospedale fu spinto contro un muro. I soccorsi furono chiamati circa dodici ore dopo la caduta, e Piazza morì nelle prime ore del 4 febbraio. In Italia uno dei casi più noti è la morte del paracadutista Emanuele Scieri nella caserma Gamerra di Pisa, nel 1999: nel 2025 la Cassazione ha reso definitive le condanne di due ex caporali per concorso in omicidio volontario.

La Pennsylvania ha inasprito le pene nel 2018 con una legge intitolata a Piazza, l'Ohio nel 2021 dopo altre due morti. Una legge federale del 2024 obbliga le università a contare i casi segnalati, e le prime statistiche escono entro il 1° ottobre. Ogni ateneo deve pubblicare anche l'elenco dei gruppi sanzionati, ma solo fra quelli che riconosce: la sede di Madison ne resta fuori.

Lo studio nazionale è del 2008, e le statistiche conteranno solo i casi segnalati. Le due ricerche mostrano il meccanismo: chi supera la prova dà più valore al gruppo, e quasi nessuno chiama nonnismo ciò che ha subito.

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