In alcuni punti della regione di Atacama, nel nord del Cile, quest'inverno sono caduti più di 180 millimetri di pioggia. Perché la fascia costiera del deserto fiorisca ne servono più di 15. Il 23 settembre l'AFP ha fotografato il risultato: in una delle zone più aride della Terra sono spuntati i fiori.
In Cile il fenomeno ha un nome, desierto florido. Sotto la sabbia restano per anni semi, bulbi e tuberi di oltre duecento specie di piante annuali e geofite, cioè piante che sopravvivono sottoterra fra una stagione umida e l'altra. Quando piove abbastanza, germinano. Fra i fiori comparsi ci sono i suspiros blancos e le patas de guanaco. Secondo la Conaf, l'ente forestale cileno, la fioritura raggiungerà la massima estensione a ottobre, con circa 15mila ettari coperti.
Le piogge sono arrivate con El Niño, il riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico equatoriale che cambia la circolazione dell'atmosfera e con essa la distribuzione delle precipitazioni. César Pizarro, responsabile della biodiversità della Conaf ad Atacama, ha detto all'AFP che in alcune zone le piogge della stagione non hanno precedenti paragonabili.
Lo stesso El Niño, a luglio, aveva portato in altre regioni del Cile piogge che hanno causato 13 morti e distrutto o danneggiato gravemente circa 4mila case. Pizarro ha detto che il fenomeno preoccupa per i danni che sta facendo in molti posti, ma che «genera vita, o attiva la vita».
La Conaf ha lanciato una campagna che si chiama «Osservare senza intervenire». Chiede di non uscire in auto dai percorsi segnati, di non raccogliere fiori, semi o bulbi e di non portare animali domestici. Molte di queste piante fioriscono soltanto negli anni in cui piove abbastanza, e i semi che restano nella sabbia sono quelli che aspetteranno la pioggia successiva.



