In Australia bastano 89 dollari australiani per comprare un paio di occhiali neri, ascoltare musica, rispondere al telefono, interrogare un assistente AI e registrare in alta definizione ciò che si ha davanti.
O almeno bastavano: gli occhiali Anko venduti dalla catena Kmart sono andati esauriti sia nei negozi sia online. Costano una frazione dei Ray-Ban Meta, venduti in Australia a partire da 337 dollari, e utilizzano il software HeyCyan per trasferire fotografie e video sul telefono.
Le videocamere indossabili non sono nuove. La differenza è che stanno smettendo di presentarsi come dispositivi tecnologici costosi e riconoscibili. Gli Anko assomigliano a normali occhiali dalla montatura spessa e portano una tecnologia già disponibile su Amazon e Temu dentro una delle catene commerciali più popolari del Paese.

Il responsabile di Digital Rights Watch Tom Sulston li ha definiti un «incubo per la privacy». Il problema non è soltanto essere ripresi per strada, dove le aspettative di riservatezza sono inevitabilmente limitate, ma non sapere più quando la persona che si trova davanti stia guardando, parlando al telefono oppure producendo un contenuto. La preoccupazione aumenta in luoghi come spiagge, bagni, scuole o palestre e quando i filmati vengono usati per molestare sconosciuti sui social.
L’autorità australiana per la privacy ha detto di stare seguendo la diffusione della tecnologia, ricordando però che le norme cambiano a seconda del modo in cui le immagini vengono raccolte e utilizzate. Kmart sostiene che gli occhiali appartengano a una categoria ormai consolidata e invita i clienti a usarli responsabilmente e nel rispetto delle leggi.
La risposta è formalmente identica a quella applicata a uno smartphone: lo strumento è neutrale, la responsabilità è dell’utilizzatore. Ma uno smartphone deve essere estratto, puntato e tenuto in mano. Gli occhiali possono restare sul volto per tutto il giorno.
La sorveglianza di massa non è arrivata sotto forma di una telecamera appesa al soffitto. È arrivata sugli scaffali, accanto agli auricolari e ai caricabatterie



