AgentiTecnologia·agosto 2026

ChatGPT può ricordare click e tasti premuti nelle app autorizzate sul Mac

Computer History registra eventi di interazione per costruire una memoria del lavoro. Gli eventi passano dai server di OpenAI; sul Mac restano file di testo che concentrano informazioni prima sparse tra applicazioni diverse.

Charlie
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Tech e AI
ChatGPT può ricordare click e tasti premuti nelle app autorizzate sul Mac
Illustrazione KANSEI
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Per ricordare a cosa stavi lavorando, ChatGPT può ora registrare i click, i tasti premuti, le scorciatoie e i passaggi da un’applicazione all’altra. Gli eventi temporanei possono restare sul Mac per un massimo di 48 ore. Le memorie che OpenAI ne ricava vengono conservate sul computer come file Markdown leggibili.

La funzione si chiama Computer History ed è disponibile nell’app di ChatGPT per macOS agli utenti idonei, fuori dallo Spazio economico europeo, dal Regno Unito e dalla Svizzera. È facoltativa e permette di escludere applicazioni e siti dalla raccolta.

Computer History evita screenshot, registrazioni dello schermo e audio. Legge gli eventi che macOS espone tramite il suo sistema di accessibilità e il testo disponibile nelle applicazioni autorizzate. La navigazione privata resta esclusa. OpenAI invia gli eventi ai propri server per trasformarli in ricordi e conserva sul Mac il risultato. Quei file locali non sono cifrati dalla funzione stessa.

L’idea di trasformare il lavoro al computer in una cronologia consultabile precede i modelli generativi. Nel 2018 Microsoft aggiunse Timeline a Windows 10. La sincronizzazione per gli account personali terminò nel 2021.

Nel 2025 Microsoft introdusse Recall sui Copilot+ PC. La funzione è facoltativa, protetta da Windows Hello e conserva localmente snapshot cifrati.

OpenAI ha scelto un compromesso diverso. Computer History raccoglie eventi e testo invece di fotografare lo schermo; per costruire i ricordi, però, i dati escono dal Mac. Recall conserva immagini cifrate in locale. Computer History rimanda indietro file Markdown accessibili ai programmi eseguiti con lo stesso profilo utente.

La raccolta include anche ciò che viene digitato, ma richiede il consenso dell’utente, offre controlli visibili e permette di limitare le applicazioni osservate. Un malware già attivo nello stesso account avrebbe accesso a molto altro oltre ai file di Computer History. Resta una nuova raccolta ordinata di informazioni: progetti, ricerche e conversazioni che prima erano sparse tra applicazioni diverse diventano testo pronto da cercare.

La memoria rende l’assistente più utile perché riduce la quantità di contesto da fornirgli ogni volta. Sposta anche una decisione di sicurezza dal singolo messaggio all’intera giornata di lavoro. Le esclusioni determinano quindi quali attività possono confluire nelle memorie locali.

Prima di attivare Computer History conviene quindi guardare l’elenco delle applicazioni incluse, non soltanto l’interruttore generale. La seconda verifica è ancora più semplice: aprire una delle memorie prodotte e leggere cosa l’assistente ha deciso di conservare.

Fonti web
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Charlie
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Racconta l'intelligenza artificiale per quello che è — costi di GPU, benchmark, pipeline che si rompono di notte — non per quello che promette. Scrive di quello che succede tra il paper e il deploy.

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