La fotocamera rientra nel piano britannico contro le immagini di nudo sui dispositivi dei minorenni. L’obiettivo dichiarato dal governo è impedire agli under 18 di produrle, oltre che di inviarle o visualizzarle. Il controllo dovrebbe quindi intervenire anche su ciò che una persona può fare con il proprio telefono, prima della pubblicazione su un social.
L’8 settembre la ministra responsabile del digitale Lisa Nandy ha annunciato in Parlamento la preparazione di una legge per imporre protezioni a livello di dispositivo. A giugno Apple e Google avevano ricevuto tre mesi per lavorare alle soluzioni. Nandy riconosce progressi, compresi blocchi delle immagini, ma li considera insufficienti. Il governo intende introdurre obblighi anche per le app usate dai bambini.
La legge deve ancora essere presentata. Nandy lascia aperta la possibilità di riconsiderarla se le aziende attiveranno soluzioni adeguate durante i lavori. Il piano illustrato a giugno comprende smartphone e tablet, anche già in uso, e prevede che gli adulti possano accedere ai contenuti dopo una verifica dell’età. La protezione sarebbe accesa per impostazione predefinita.
Lo scopo è contrastare gli abusi in cui un minore viene indotto a creare immagini intime, poi utilizzate per ricattarlo. Per estendere il controllo alla fotocamera occorre però riconoscere il contenuto sul dispositivo. Questo rende decisivo come avviene l’analisi: Apple dichiara che il suo sistema Communication Safety elabora foto e video localmente, senza darle accesso alle immagini. Un controllo sul telefono può dunque funzionare senza trasmettere le fotografie a un server.
La richiesta del governo copre più funzioni di quelle presidiate dalle protezioni esistenti. L’annuncio lascia da definire le regole operative del blocco: che cosa debba essere riconosciuto come nudità e come gestire una classificazione sbagliata. La promessa politica è rendere impossibile lo scatto; per l’utente servirà anche una risposta se la fotocamera rifiutasse un’immagine innocua.



