In Corea del Sud cinque candidati sono stati individuati tra maggio e giugno 2026 con occhiali smart durante cinque esami nazionali di qualifica tecnica diversi. I dati, ottenuti dalla deputata Kim So-hee dall’Human Resources Development Service of Korea e pubblicati il 24 agosto dalla stampa sudcoreana, collocano i casi a Seul, Daegu, Ulsan, Gwangju e Mokpo. Tutti i candidati sono stati sanzionati dall’ente d’esame; tre fascicoli sono stati poi trasmessi alla procura.
I due episodi meglio ricostruiti sono a Gwangju e Mokpo. Il 15 maggio, durante una prova per tecnico degli impianti antincendio, un sorvegliante si insospettì per un riflesso sulla lente. Da quel caso è nato un procedimento sommario per presunta violazione della legge sulle qualifiche tecniche nazionali. Il 24 maggio, a Mokpo, un candidato di 29 anni sarebbe stato scoperto dopo tocchi ripetuti alla montatura; secondo la polizia aveva consegnato un telefono ai controlli e ne aveva nascosto un secondo, collegato agli occhiali.
Il conteggio divulgato ad agosto riguarda solo le qualifiche tecniche. Un totale diverso era già emerso il 16 giugno, quando SBS parlava di cinque casi complessivi sommando due TOEIC e tre certificazioni professionali. I due episodi TOEIC sono documentati separatamente da Yonhap: 10 e 31 maggio 2026, risultati annullati e quattro anni di esclusione decisi dal Korea TOEIC Committee.
Sulla diffusione, i dati pubblici dicono poco: cinque episodi bastano a mostrare una vulnerabilità, non a misurare un’abitudine nazionale. Però questi occhiali sono già entrati nella circolazione commerciale. A fine giugno le scuole del Gyeonggi ricevevano una circolare con cinque modelli in commercio, mentre un docente citato dal Korea JoongAng Daily osservava che molti si riconoscono ancora a occhio nudo. Il 22 luglio i tre operatori mobili sudcoreani hanno iniziato a vendere i Ray-Ban Meta.
La spinta simbolica è arrivata anche da una demo pubblica. Lo YouTuber Techmong ha mostrato 30 quesiti di una prova pratica di matematica risolti in 18 minuti, con 96 su 100 secondo la ricostruzione della stampa. Si trattava di una dimostrazione fuori da un esame ufficiale, quindi non prova che tutti i casi reali funzionassero allo stesso modo. Però spiega perché l’HRDK abbia inserito gli occhiali smart fra i dispositivi vietati nei propri esami, aggiornando l’11 agosto un poster dedicato, mentre il ministero del Lavoro prepara una revisione più ampia delle regole e, secondo Munhwa Ilbo, il piano operativo del test universitario nazionale 2027 li cita esplicitamente tra gli oggetti proibiti. L’esame del futuro, per ora, torna a un gesto molto fisico: controllare le lenti.


