Sabato sera Bad Bunny aveva suonato soltanto poche canzoni quando un violento temporale ha raggiunto l’Ippodromo La Maura di Milano. Pioggia, vento e grandine hanno costretto gli organizzatori a interrompere il concerto e a evacuare l’area, dove si trovavano circa 80 mila persone. Alcuni spettatori sono stati medicati dopo essere stati colpiti dai chicchi di grandine.
Fuori dall’ippodromo, migliaia di fan hanno cercato nello stesso momento un taxi o un’auto a noleggio. Le strade erano congestionate e allagate, mentre la pressione sulla metropolitana è diventata tale da rendere necessaria la chiusura temporanea della stazione Uruguay.
In quelle condizioni, anche i prezzi mostrati da Uber sono aumentati. Alcune schermate circolate sui social indicavano preventivi vicini ai 500 euro; per determinate corse verso gli aeroporti comparivano opzioni superiori ai 680 euro. Le immagini mostrano stime visualizzate nell’app, non provano che qualcuno abbia poi accettato e pagato quelle cifre. Il costo dipendeva inoltre dalla destinazione, dal tipo di veicolo e dal momento della richiesta.
L’aumento è legato alla tariffazione dinamica. Quando le richieste superano il numero degli autisti disponibili, Uber incrementa automaticamente i prezzi per attirare più vetture nella zona e ridurre lo squilibrio. Tra le condizioni che possono attivare il sistema, la stessa azienda elenca il maltempo e i grandi eventi. Gli utenti possono accettare il preventivo oppure aspettare che la domanda diminuisca.
Il concerto è stato poi definitivamente annullato e non verrà recuperato; Live Nation ha annunciato il rimborso integrale dei biglietti.
Per l’algoritmo, però, la grandinata non era un’emergenza: era il momento in cui decine di migliaia di clienti avevano bisogno dello stesso servizio nello stesso posto. E quindi quello in cui una corsa valeva di più.
